Biografia
Valerio De Meis
Nasce a Napoli il 10 Marzo 1948, dove vive da sempre al Vomero. Dal punto di vista Artistico si ritiene autodidatta, pur essendosi diplomato come “Disegnatore Pubblicitario”.

Scoprendo già in giovanissima età la passione per il disegno, prende a studiare il mondo dell’arte e la sua storia, avvicinandosi gradualmente alle più comuni tecniche pittoriche; fa esperienza quindi con la “pittura ad olio”, quando non si parlava ancora di “colori acrilici”, e dopo le prime copie dai modelli classici sente subito il bisogno di ricercare un “suo modo”: nuove espressioni che in quei lontani anni, è costretto a raffigurare con il colore “grasso” che, non molto si addice ad una pittura più moderna, realizzata con campiture quasi uniformi di colore, che più in là avrebbe potuto realizzare con colori ad essiccazione più rapida.

Tra le sue prime esposizioni si ricorda una collettiva presso la galleria “il Tarlo” (Primo concorso Tempo Libero), dove vinse il “terzo premio”. Sarà questa, per lunghi anni l’unica partecipazione a concorsi di qualsiasi genere! Per lungho tempo, infatti, lascerà di aderire ad altre manifestazioni, per la sua avversione naturale nel mettersi in gioco, convinto com’è, che ”L’Arte”, non è qualcosa della quale si possa stilare “una classifica”!

Ancora giovane, continuerà a lavorare ed a fare esperienze personali, senza mai comunque abbandonare il mondo artistico, sperimentando, di volta in volta, dopo “l’Olio”, altre tecniche: “l’Acquerello”, finalmente “l’Acrilico” ed infine quella che sarà, la passione più forte: il “Pastello”!

Sarà il bravo artista “Renato Righetti”, al quale De Meis, deve moltissimo, ad indirizzarlo un giorno verso questa tecnica affascinante, portandogli ad esempio i lavori di un altro famoso maestro Napoletano: “Giuseppe Casciaro” (1861-1941), che faceva del pastello “uso superbo”.

La ricerca sulle tecniche e sui materiali usati da quest’ultimo, faceva si che la passione e le esperienze a tale proposito, migliorassero già dopo i primi tentativi. Di questa antica tecnica, molto poco adoperata da altri artisti contemporanei, il grande pubblico, conosce ancora pochissimo e spesso alla voce “pastello”, associa, erroneamente, le matite colorate di uso più moderno o scolastico”!

Fine anni settanta, De Meis, frequentava per tre anni di seguito il “Corso di nudo esterno”, presso il “liceo d'Arte” di Napoli e contemporaneamente, inseguendo sempre l'innata “curiosità artistica”, in quell'occasione, non disdegnava di fare alcune “incursioni”, nelle aule di “Incisione” dello stesso istituto. Questi sono anche, gli anni dei grandi viaggi e delle sue foto, fatte un po' in tutto il mondo da Oriente ad Occidente, ed usate come base importante per i suoi “Pastelli”. Viaggi, che gli permettono anche di scoprire nuove culture e cosa più import ante, l’opportunità di visitare altrettanti “musei”. E’ sempre questo, un periodo di forte trasformazione e di nuovi timidi tentativi, verso un’arte più moderna, astratta ed informale che scaturisce quasi naturalmente, dopo queste ultime esperienze.

Un’altra esposizione, lo vedrà poi, a Parigi, nel novembre 1983, dove esporrà altrettanti pastelli. Sempre nello stesso anno, partecipa nella sua città al “Decennale concorso internazionale di pittura “Italia 2000”, dove si aggiudicò la “Mostra premio a Trieste”, poi nell’84, lo ritroviamo in Brasile, dove prenderà contatto con gli artisti del posto e dove parteciperà ad un’altra manifestazione artistica organizzata dallo “Stato di Rio de Janeiro”.

Partendo da quel “ figurativo” un po’ “Gauguiniano”, fatto di nostalgie a stampo Simbolista e Sintetista”, si interessa sempre più alle ampie stesure di colori, spesso vivaci, dove l’apparato prospettico è ridotto all’essenziale, a volte persino annullato, fatto di piani ribaltati. La scoperta della similitudine con l’artista Francese, avverrà casualmente, forse, proprio in quell’esposizione Parigina, dove, molti lavori si ritrovarono insieme sulla stessa parete, permettendo, a distanza di quasi cento anni, di scoprire questa strana concomitanza.

Emergerà poi, nel tempo, un nuovo modo “materico”, di forme, colori e volumi, che lo porterà sempre più, verso una ricerca “informale”. Senza voler comunque disdegnare il “figurativo” al quale non sa rinunciare, De Meis, continua la sua esperienza verso “l’essenziale” che ultimamente si è espresso anche con una fase “grafica” (vedi il suo “Bic-Bic”), che è poi proprio quella dei nostri giorni, e che non dovrebbe nemmeno essere l’ultima, vista la sua costante ed inarrestabile voglia di sperimentazione!
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